Il management ha blindato il confronto sulle voci del rinnovo che comportano costi vivi, congelando elementi fondamentali in nome di un presunto rigore finanziario:
- Reperibilità
- Consolidamenti orari
- Buoni pasto
Una posizione inaccettabile e incoerente
Si tratta di una posizione inaccettabile e incoerente. Denunciamo con forza come l’integrativo dei dipendenti sia fermo alle tariffe del 2008 – addirittura ridotte nel 2012 per salvare l’occupazione –, una dinamica che sta creando un vero e proprio dumping salariale rispetto al resto del settore TLC.
La retorica aziendale sui sacrifici collettivi si scontra del resto con una doppia verità: da un lato, WindTre ha stanziato oltre 46 milioni di euro per superminimi e premialità individuali erogate in modo unilaterale; dall’altro, conserva una governance pesante, con ben due amministratori delegati e un numero di dirigenti sopra la media del settore.
Le provocazioni ai “Together Day”
A peggiorare il quadro si aggiungono le dichiarazioni provocatorie dei vertici durante i recenti Together Day. Pretendendo un’efficienza a costo zero, gli AD hanno sostenuto che lo smart working rappresenterebbe già una forma di recupero economico, esortando il personale a essere semplicemente più proattivo.
Al via la mobilitazione
Rifiutiamo categoricamente questa logica e diamo il via a un fitto calendario di assemblee in tutte le sedi aziendali. L’obiettivo è informare nel dettaglio lavoratrici e lavoratori, per costruire insieme le tappe di una mobilitazione che rimetta al centro del confronto le giuste rivendicazioni economiche e normative di tutto il perimetro WINDTRE.