Uno spazio digitale rinnovato per rendere più semplice l’accesso ai diritti di oggi e, attraverso l’Archivio storico, custodire la memoria di oltre ottant’anni di tutela. Per il presidente del patronato della Cgil, Michele Pagliaro, “tutela e memoria sono due facce della stessa responsabilità pubblica”
L’Inca Cgil lancia il suo nuovo sito web inca.it e apre al pubblico lo spazio digitale dell’Archivio storico: un unico ambiente che rende più semplice l’accesso ai diritti di oggi e custodisce la memoria di oltre ottant’anni di tutela. Il sito è pensato per essere uno strumento vivo, multilingue, aggiornato nel tempo, capace di accompagnare l’evoluzione delle tutele e dei bisogni. Un progetto che unisce servizio e storia, innovazione e identità.
“Non è un semplice cambio di logo o di veste grafica – ha detto Michele Pagliaro, presidente del patronato, ai microfoni di Collettiva –. Il nuovo sito rappresenta una riorganizzazione profonda, strutturale. Abbiamo ripensato l’architettura del portale e la logica di presentazione dei contenuti partendo da un dato di realtà: oggi le persone arrivano online con domande precise e bisogni concreti, spesso senza conoscere il linguaggio tecnico dell’Istituto”.
Un sito pensato per chi cerca risposte
Ogni giorno migliaia di persone si rivolgono all’Inca con domande concrete: pensione, invalidità, genitorialità, disoccupazione, infortuni, migrazioni. Il nuovo sito nasce per questo: offrire risposte chiare, immediate e comprensibili. Abbiamo ripensato completamente struttura e contenuti per ridurre il tempo di ricerca delle informazioni, collegare bisogni e tutele e garantire un’esperienza più intuitiva e accessibile, anche nei nuovi contesti digitali in cui le informazioni vengono intercettate e sintetizzate dagli algoritmi.
L’Archivio storico: la memoria che diventa accessibile
Accanto al nuovo portale prende forma un progetto strategico: lo spazio online dell’Archivio storico dell’Inca. Dopo la mostra per gli 80 anni realizzata nel 2025 con la Fondazione Di Vittorio e con l’Archivio Storico della Cgil, e grazie a un importante lavoro di riordino e riclassificazione, l’Inca ha istituito il proprio Archivio storico, fisico e digitale. Oltre ottant’anni di attività di tutela individuale rappresentano un patrimonio civile e sociale che attraversa la storia dell’Italia repubblicana: lavoro, migrazioni, diritti sociali, grandi eventi del Novecento.
Attraverso la piattaforma professionale Archiui, collegata al sito inca.it, sarà possibile: effettuare ricerche per parole chiave, utilizzare filtri tematici, richiedere appuntamenti per la consultazione. L’Archivio si integra nel sistema degli archivi della Cgil e offre una fonte primaria per studiose, studiosi, cittadine e cittadini interessati alla storia delle politiche sociali e delle trasformazioni del lavoro.
“Non si tratta solo di conservare documenti – ha spiegato Michele Pagliaro –, ma di rafforzare la funzione pubblica e di ricerca dell’Istituto, integrandoci nel sistema degli archivi della Cgil e offrendo una fonte primaria per lo studio delle politiche sociali, delle migrazioni e delle trasformazioni del lavoro. È un ‘progetto in divenire’, perché non custodisce soltanto il passato: costruisce le condizioni per le domande di ricerca del futuro”.
Pagliaro, Inca: “Tutela e memoria sono due facce della stessa responsabilità pubblica”
Il nuovo spazio online permette di unire, in un percorso coerente, passato, presente e futuro. Il sito inca.it ha la funzione di rendere accessibili e costantemente aggiornate le informazioni fondamentali per la tutela dei propri diritti. L’Archivio storico custodisce e permette di interrogare il passato e comprendere come quei diritti si sono costruiti. Insieme, hanno l’ambizione di rappresentare un passo importante verso una comunicazione capace di unire conoscenza, consapevolezza e memoria in un unico spazio pubblico.
“Con il nuovo sito e lo spazio online dell’Archivio storico, l’Inca – ha concluso il presidente dell’istituto – compie un passo ulteriore per parlare a tutte e tutti in maniera più accessibile, mantenendo l’autorevolezza dei suoi oltre 80 anni e la coerenza con la nostra missione di tutela individuale dei diritti. Tutela e memoria non sono dimensioni separate: sono due facce della stessa responsabilità pubblica”.