Voto fuori sede per i lavoratori di sport e spettacolo

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Come Slc Cgil siamo indignati dalla bocciatura, da parte della Commissione Affari costituzionali della Camera, degli emendamenti che avrebbero consentito il diritto di voto fuori sede al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo.
La scelta di governo e maggioranza arriva dopo che nelle consultazioni del 2024 e del 2025 la possibilità di votare nel comune di domicilio era già stata sperimentata con successo e senza criticità procedurali.
Si stima che la mancata proroga della misura colpirà circa 5 milioni di cittadini, costretti a sostenere viaggi onerosi per poter esprimere un diritto sancito dalla Costituzione. Soprattutto, a essere discriminato sarà chi lavora nello sport e nello spettacolo: tournée, produzioni, eventi sportivi, spettacoli dal vivo e competizioni si svolgono in larghissima parte lontano dal Comune di residenza. La mobilità di atleti, artisti e tecnici è una condizione strutturale del lavoro che svolgono. Impedire loro di votare nel luogo in cui si trovano per ragioni professionali significa penalizzarli per la natura stessa della loro attività.
È inaccettabile che si restringa deliberatamente il diritto costituzionale alla partecipazione democratica. Chiediamo quindi che il Parlamento intervenga per ripristinare il voto fuori sede, rendendolo una misura stabile e strutturale, come già richiesto da migliaia di cittadine e cittadini attraverso le recenti iniziative legislative popolari.
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