I lavoratori del Teatro Massimo e dell’Orchestra Sinfonica Siciliana organizzano un sit-in davanti la sede della Prefettura di Palermo giorno 12 marzo alle ore 12:00.
I lavoratori protestano:
- per il mancato rinnovo del contratto di lavoro (2022-2024)
- contro il blocco del turnover che genera ulteriore precariato
- contro il nuovo codice dello spettacolo.
In una lettera al Prefetto, le Organizzazioni Sindacali firmatarie intendono portare all’attenzione della Prefettura le seguenti criticità di carattere strutturale, sulle quali si rende indispensabile un intervento urgente e risolutivo da parte delle competenti autorità di Governo:
– l’assenza di certezze in merito agli stanziamenti economici necessari al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore, la cui mancata definizione determina condizioni di grave instabilità per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti;
– la mancata apertura di un reale e costruttivo confronto con le Organizzazioni Sindacali nell’ambito del percorso di riforma del Codice dello Spettacolo, con particolare riguardo alla richiesta avanzata unitariamente dalle parti sindacali – di istituire Corpi di Ballo stabili presso le Fondazioni lirico-sinfoniche, misura indispensabile per la valorizzazione e la tutela della danza classica di tradizione italiana;
– la mancata esclusione del settore dai vincoli in materia di turnover introdotti dall’articolo 1, comma 227, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), che limita le nuove assunzioni al 75% della spesa relativa al personale cessato: disposizione che, applicata alle Fondazioni lirico-sinfoniche, rischia di compromettere gravemente la loro capacità operativa, aggravare la già cronica carenza di organico e alimentare forme di precarietà strutturale, con conseguente progressiva destrutturazione dell’occupazione nel settore;
– la perdurante mancanza di un adeguato coordinamento tra l’offerta formativa specialistica del settore – erogata da conservatori di musica, accademie di ballo e istituti di formazione per scenografi e tecnici dello spettacolo – e le effettive capacità di assorbimento occupazionale delle Fondazioni, con conseguente ampliamento del divario tra percorsi formativi di eccellenza e reali opportunità di impiego stabile.