Poste: la responsabilità nasce quando il rischio è noto e non si interviene

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🔴 Quando il rischio è noto e nessuno interviene, non è più un errore: è una responsabilità.

La Cassazione (Sez. Lavoro n. 5436/2026) lo chiarisce:
non si risponde solo per ciò che si fa, ma anche per ciò che non si impedisce.

🔴 E questo cambia tutto.

Perché quando una situazione è:
🔸 conosciuta
🔸 segnalata
🔸 evidente

non può restare un problema del singolo.

⚠️ Diventa un problema dell’organizzazione.
🔹 Non basta dire che esistono “procedure”.
🔹 Non basta avere #modelli.

Se manca prevenzione, vigilanza, Intervento, la #tutela resta solo sulla carta.

Non serve un atto eclatante, basta anche una gestione incoerente
🔸 assenza di confronto
🔸 criticità note che restano senza risposta
Quando questo accade, la tutela non è più effettiva.

🟠 Questo incide sulla persona
– stress, pressione, perdita di equilibrio professionale
– il danno è reale.
E risarcibile.

La responsabilità non si ferma a un livello, ma sale lungo tutta la filiera.

La domanda è semplice:
se il sistema conosce e non interviene, sta davvero funzionando?

Una linea è chiara:
quando il rischio è noto e non gestito, non è più un problema individuale.

È responsabilità organizzativa.

⚠️ Le situazioni persecutorie raramente nascono all’improvviso.

Crescono nel tempo.
Quando si vedono e non si fermano.
Quando si segnalano e restano senza risposta.

L’inerzia non è neutra: può diventare il terreno su cui certi comportamenti si rafforzano.

 

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