Nata a metà degli anni Novanta in un panorama dominato da telefonia tradizionale, carta stampata e palinsesti televisivi classici, la Slc Cgil celebra i suoi primi tre decenni di attività. Quel contesto storico, in cui la diffusione di Internet e della telefonia mobile muoveva ancora i primi passi, ha lasciato il posto a uno scenario radicalmente mutato e imprevedibile per l’epoca.
Il segretario generale Riccardo Saccone evidenzia come il connubio tra infrastrutture di rete e creazione di contenuti sia diventato ormai inscindibile. Questa integrazione, unita all’impatto dell’intelligenza artificiale, rappresenta il fulcro delle trasformazioni in atto. La nascita del sindacato fu guidata da una lettura anticipatrice di questi mutamenti tecnologici e dei loro effetti sui modelli di produzione.
Oggi la sigla sindacale tutela figure professionali distribuite in molteplici ambiti: dalle telecomunicazioni al settore postale, dall’editoria ai servizi di call center, fino al mondo dello spettacolo. Il compito centrale per i prossimi anni consiste nel gestire la digitalizzazione e nell’estendere garanzie contrattuali a chi opera in mansioni di nuova generazione e privi di tutele, puntando su contrattazione e confronto istituzionale.
Particolare preoccupazione viene espressa per le sorti della Rai, ritenuta sempre più lontana dalla sua funzione originaria di servizio pubblico a causa di condizionamenti politici e precarietà occupazionale. Secondo Saccone, il rischio attuale è che la linea di gestione finisca per convertire l’emittente pubblica in un organo di comunicazione statale, un assetto tipico dei contesti privi di libertà democratiche.
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