TIM: Alimentazione & “Condizionamenti” parte II

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Qualsiasi forma avrà la rete nel futuro avrà sempre bisogno di essere sostenuta da impianti di alimentazione e condizionamento.
Certo, le nuove tecnologie, che favoriscono i processi di “decommissioning” delle vecchie reti unite a scelte industriali, vedasi manutenzione di Inwit, hanno portato ad una forte riduzione delle attività nel settore.

Forse però tale riduzione è stata sopravvalutata e le attività rispetto alle risorse rimaste in campo continuano ad essere consistenti.
Ad inizio dell’anno il sindacato si è confrontato territorialmente con l’azienda su questi temi, raccogliendo con favore le intenzioni di formare nuove risorse anche allo scopo di favorire processi di internalizzazione di attività coerentemente con gli impegni del contratto di espansione.

Ad oggi questi percorsi non si sono ancora conclusi e ci risulta stiano subendo un rallentamento.
Alla vigilia delle uscite in iso-pensione e con l’imperversare della stagione calda a nostro parere è diventato urgentissimo accelerare questi processi immettendo subito queste nuove risorse nel ciclo produttivo e nelle turnazioni di reperibilità che altrimenti rimarrebbero insostenibili.

Ma siamo ancor di più preoccupati dell’organizzazione del lavoro, in ambito FOL, che in questo anno e mezzo ha dato prova di trattare le attività di alimentazione e condizionamento nella totale assenza di Valutazione del Rischio Elettrico così come previsto dalla norma CEI 11- 27 IV edizione.

Già ad ottobre del 2020, attraverso i nostri RLS, lanciammo l’allarme su questo argomento nei canali dell’HSE. L’azienda è corsa ai ripari aggiornando il DVR e rivedendo alcune delle principali normative sui lavori elettrici.

Aspettiamo ancora però gli esiti del gruppo di lavoro aziendale scaturito da queste segnalazioni che tarda ad arrivare, favorendo così il proliferare delle solite iniziative di sciacallaggio sindacale promosse sempre dagli stessi soggetti che utilizzano la denuncia come strumento di becera propaganda. Noi non siamo dei complottisti, però è forte in noi il sospetto che ci siano parti dell’azienda, che non si rassegnano al fatto che il vento è cambiato, che continuino ad alimentare tali episodi, favorendo quell’indotto melmoso che affonda le radici in zone opache, dove si consumano strane commistioni che si spingono al punto tale da far scrivere nero su bianco al subappaltatore direttamente al committente:“non mandarmi più il tecnico REM che mi fa perdere tempo e soldi”…

Noi non ci rassegniamo all’idea di far passare tali modelli, né tanto meno cediamo al gioco di chi la dice più grossa.

Noi “semplicemente” DIFENDIAMO IL LAVORO e di conseguenza I LAVORATORI, la loro PROFESSIONALITA’, il loro SALARIO, i loro DIRITTI!

Palermo, 23 giugno 2021

Segreteria Provinciale – RSU SLC-CGIL Palermo

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