RAI: richiesta urgente di incontro per discutere le criticità delle sedi regionali siciliane

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all’ Avv. Luigi Meloni Direttore Coordinamento Sedi Regionali ed Estere

alla Dott.ssa Patrizia Pedretti Direzione Personale CSRE

al Dott. Salvatore Cusimano Direttore RAI – Sede Regionale per la Sicilia

alle Segreterie Sindacali Nazionali

Oggetto: Richiesta incontro urgente

La scrivente Rsu ritiene non più procrastinabile un intervento dell’Azienda volto ad affrontare e risolvere le criticità delle sedi regionali siciliane.
Le sedi di Palermo e Catania insistono su una regione vasta, popolosa e ricca di sfaccettature che da sempre è terreno fertile di notizie di risonanza nazionale oltreché luogo di peculiare interesse storico, culturale e paesaggistico. Una regione a statuto speciale.

Il quotidiano e sostanziale contributo delle sedi siciliane della Rai ai tg e più in generale ai prodotti nazionali è indubbio. Da 28 anni viene prodotta con ottimi risultati Mediterraneo, una delle più longeve rubriche nazionali della Tgr che vanta la collaborazione dell’emittente francese France3. Ogni settimana vanno in onda in Sicilia, sulle frequenze di Rai Radio1, cinque programmi radiofonici interamente realizzati da personale Rai; tra questi Mediterradio, solo per citarne uno, in coproduzione con la sede Rai di Cagliari e Radio Corse frequenza mora. È ripreso, con grande difficoltà ed a volte solo grazie al ricorso a mancati NL, il progetto di digitalizzazione dell’archivio locale. Prima dell’insorgere della pandemia, l’Auditorium Rai del capoluogo proponeva 2/3 eventi settimanali aperti al pubblico come concerti, presentazioni di libri, dibattiti: occasioni per stimolare momenti di crescita culturale collettiva, per avvicinare la Rai al territorio, per essere ancora una volta servizio pubblico.

Nonostante queste premesse, le sedi di Palermo e Catania hanno fatto e fanno i conti con una progressiva e inesorabile mortificazione delle loro capacità produttive. Processo questo che a ben vedere si iscrive in un più ampio quadro di impoverimento delle sedi regionali tutte.
Come già espresso in precedenti comunicati, preoccupa molto l’insufficiente ricostituzione delle piante organiche dei due insediamenti. A seguito degli imminenti pensionamenti, effetto dell’incentivo all’esodo in atto, la situazione già difficile del personale in forza nei due capoluoghi diverrà drammatica e constatiamo con sgomento che non esiste ad oggi un progetto concreto di reintegro delle figure mancanti. A soffrire sono tutti i settori: Produzione, Amministrativo, Gestione immobili, Abbonamenti.

Il settore Produzione delle due sedi in particolare rischia il tracollo e fatichiamo a immaginare come l’annuale circolare sullo smaltimento delle ferie e dei permessi dei dipendenti appena diramata possa essere attesa, se non si pone mano immediatamente al reintegro di personale mediante trasferimenti di unità da altre sedi o attraverso nuove e mirate assunzioni. In Produzione, in entrambe le sedi, l’incentivo all’esodo azzererà quasi del tutto i vertici, privando il settore del Caposezione e di quasi tutti i Coordinatori. Chiediamo che i criteri per la selezione della nuova classe dirigente locale siano trasparenti e volti a premiare le competenze professionali e umane, riuscendo a individuare e valorizzare chi meglio sappia interpretare le sfide della contemporaneità e possa meglio garantire un futuro di crescita alle nostre sedi regionali e alla Rai tutta.

Tali criteri dovranno essere applicati anche per la selezione del nuovo responsabile del reparto Abbonamenti a cui, ci auguriamo, venga riconosciuto il necessario inquadramento. Da tempo, infatti, assistiamo ad una preoccupante tendenza all’accentramento del potere da parte dell’Azienda, che si traduce nella mancanza di nomine di funzionari dei vari settori nelle sedi regionali.

A tal proposito, un’altra importante defezione ci preoccupa: il pensionamento del Direttore di Sede. Riteniamo imprescindibile che il nuovo dirigente individuato dall’azienda abbia la sensibilità necessaria a continuare il lavoro fatto in questi anni dall’attuale Direttore, che con le attività dell’Auditorium e il sostegno ai programmi radiofonici locali ha stimolato la crescita dell’offerta culturale delle sedi Rai siciliane aumentandone la produttività e vitalità.

Per effetto dell’incentivo all’esodo il numero dei programmisti registi passerà a breve da 5 a 2 ed è dunque necessario il reperimento di nuove unità da mutuare da altri settori o altre sedi.

Altro capitolo estremamente dolente è quello legato ai mezzi e alle strumentazioni tecniche. Non è più accettabile che, una regione come la Sicilia, quarta per popolazione e prima per dimensioni a livello nazionale e così gravida di contenuti da cui attingere, non abbia un mezzo di ripresa esterna adeguato. La vecchia ITA92, in forza a Palermo, è ormai obsoleta tecnicamente ed esausta. Va sostituita da un mezzo di pari livello in Alta Definizione che possarappresentare un punto di riferimento sull’isola per le commesse della TGR, delle testate e dei programmi nazionali, garantendo così peraltro l’abbattimento del ricorso agli appalti.

La ITA497, mezzo satellitare monocamera che era in forza a Catania e che da anni si trova fuori regione in attesa di essere riparata e ammodernata e che prima o poi finalmente tornerà a disposizione in Sicilia, non potrà da sola dare giustizia alle esigenze di una realtà regionale così articolata.

La regia televisiva di Palermo è tecnologicamente arretrata e i suoi impianti ed apparecchiature mostrano evidenti segni legati al tempo. Eccezion fatta per il mixer audio di recente sostituzione, la regia va sostituita in blocco e con essa le telecamere dello studio tv. Da anni le luci del medesimo studio aspettano di essere sostituite con un parco lampade led già consegnato e custodito negli insediamenti di Palermo. Tuttavia ad oggi non è ancora stata incaricata la ditta che dovrà installarle.

Quello che stiamo attraversando è un momento di svolta senza precedenti: in Azienda sta avendo luogo un ricambio generazionale inedito e la pandemia in atto sta mutando la nostra quotidianità. Crediamo che questo sia il momento giusto per valorizzare le sedi regionali e l’informazione di prossimità e siamo pronti a fare la nostra parte se messi nelle condizioni. Per tutte queste motivazioni chiediamo urgentemente alla S. V. un incontro per discutere costruttivamente dei temi affrontati nel seguente documento, alla presenza dei delegati sindacali nazionali.

Qualora la nostra restasse lettera morta o tale incontro non fosse accordato in tempi accettabili, ci troveremmo costretti ad avviare le procedure di raffreddamento ivi compresa l’interruzione delle attività di troupe eng da parte dei tecnici multiskill che tanto hanno fatto risparmiare all’Azienda negli ultimi anni.

Cordialmente.

Palermo, 1 marzo 2021

RSU RAI Sicilia

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