Poste:comunicato mobilità volontaria

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MOBILITA’ VOLONTARIA 2019/2020
“IL DIRITTO DISCRIMINANTE”
Nella giornata di ieri si è tenuto il previsto incontro per regolamentare la mobilità volontaria regionale e provinciale; ciò al fine di dare risposte concrete alle lavoratrici ed ai lavoratoti che da anni attendono di poter essere trasferiti nelle località più confacenti alle proprie esigenze.
Nonostante, come SLC, non abbiamo firmato l’accordo nazionale in materia di mobilità, abbiamo deciso responsabilmente di partecipare al tavolo regionale con spirito costruttivo, nel tentativo di poter mitigare alcune palesi quanto eclatanti storture e ricondurre la discussione nel bene esclusivo dei lavoratori, tutti, affermando la centralità dell’individuo.
Il pomo della discordia, ereditato dall’accordo nazionale, è incentrato sulla “piena idoneità alle mansioni”, ivi comprese “l’utilizzo di tutti i mezzi/strumenti aziendali” ed “alle relative modalità di svolgimento”. Questi vincoli finiranno inevitabilmente per classificare i lavoratori: i primi saranno gli “eletti”, gli altri “figli di un Dio minore”.
Paradossalmente la già deprecabile e discriminante esclusione degli inidonei temporanei, compresi quelli divenuti a seguito di infortunio sul lavoro, pregiudicherà, ad esempio, il trasferimento di alcuni lavoratori come i portalettere che quotidianamente svolgono con dedizione e professionalità il loro lavoro, soltanto perché madre natura non è stata generosa, ovvero coloro i quali presentino una statura tale da non consentire l’utilizzo del motociclo in sicurezza, o come a coloro i quali non possiedono idonea patente di guida che abiliti alla conduzione dei motocicli.
Se ciò non bastasse, si è aggiunta l’inaccettabile modalità cartacea della mobilità provinciale, mantenendo l’eterno “buco nero”, che da sempre si è caratterizzata per l’assoluta mancanza di trasparenza ed impossibilità di verifica, che, a nostro avviso, non garantisce la regolarità attuativa.
Appare evidente che l’azienda abbia tramutato un diritto del lavoratore in azioni di riequilibrio delle risorse, generando volutamente una “guerra fra poveri” al fine di frammentare la categoria, facendo leva sulle necessità di avvicinamento alle città natali, di ricongiungimento familiare, di stabilizzazione esistenziale; come dire “mors tua, vita mea”.
La questione degli inidonei è materia delicata che necessita di essere affrontata, ma con la dovuta pacatezza e serietà, così come è necessario dare corso alla mobilità, a tutti i livelli, per soddisfare le legittime aspettative. Riteniamo, però, quantomeno “anarchico” presentare un accordo blindato da firmare con una pistola alla testa.
Non è nei nostri valori fare calcoli di “gradimento” delle platee interessate, per poi scegliere quella più ampia, ne sacrificare sull’altare del populismo le tutele ed i diritti dei lavoratori, per questo motivo non abbiamo sottoscritto nemmeno l’accordo regionale, convinti più che mai che la difesa di tutti i lavoratori sia il dovere del Sindacato, a partire dai più deboli.
La cosa giusta da fare a volte non coincide con quella che conviene fare, noi abbiamo deciso di non piegarci ai ricatti aziendali, di non svendere le tutele ed i diritti dei lavoratori, convinti sempre più che una Società priva di valori e di umanità non sia un modello da seguire. Faremo di tutto per invertire questa tendenza, abbiamo il dovere di farlo, perché oggi noi tutti non decidiamo solo il nostro futuro, ma quello dei nostri figli e delle future generazioni, ai quali dobbiamo lasciare in eredità un mondo dove l’essere umano ritorni ad essere l’essenza e non un mezzo.

Palermo, 10 aprile 2019.
IL COORDINAMENTO REGIONALE AREA SERVIZI

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