Sindacato Lavoratori Comunicazione Palermo

TIM: incontro Art. 53 – appalti in Sicilia

TIM: incontro Art. 53 – appalti in Sicilia

Dic 1, 2018

Incontro Art.53 – Appalti in Sicilia

C’è voluto del tempo ma alla fine il sindacato confederale siciliano è riuscito a superare tutte le reticenze aziendali e il 22 novembre u.s. si è aperto un tavolo di confronto sulla gestione degli appalti di Tim in Sicilia come previsto dall’articolo 53 del CCNL. Diamo atto alla nuova responsabile HR Sud che ha percepito questa esigenza e ha dato la spinta finale attuando gli intenti sottoscritti l’11 giugno, valorizzando le relazioni territoriali. Autorevole la compagine aziendale che per bocca del responsabile dell’Operation Planning Sud ha spiegato come funziona la “Fabbrica” Wholesale, dalla programmazione annuale del budget di direzione generale, alla programmazione mensile di OP area Sud, a quella settimanale del Field Management, per finire a quella giornaliera delle WOL.

L’azienda ci ha quindi consegnato i dati relativi alle attività di Assurance e Delivery del 2017 e 2018 in Sicilia, dove si evidenzia che la Mano d’Opera Sociale ha lavorato per 54% nel 2017 e per il 53% 2018 i guasti, mentre gli impianti sono stati lavorati al 26% nel 2017 e il 30% nel 2018.

Questo significa che è stato dato in appalto quasi il 50% dei guasti e ben il 70% del delivery. L’azienda si è detta soddisfatta dei risultati in quanto in linea con la forza lavoro presente nel territorio. Il sindacato si è dichiarato soddisfatto per l’avvio del tavolo ma con altrettanta convinzione ha richiamato l’azienda al rispetto dei principi sanciti dall’art. 53, sia in termini etici e di responsabilità sociale, sia nel fornire tutti i dati relativi alla tipologia delle attività conferite in appalto, alle localizzazioni nonché al numero dei lavoratori interessati dipendenti dalle ditte appaltatrici e delle attività eventualmente soggette al sub appalto, dati questi su cui l’azienda è stata deficitaria.

Proprio nel sistema del subappalto si rilevano le criticità maggiori ed anche se l’azienda nega qualsiasi contatto con le ditte subappaltatrici nella realtà si verificano spesso “strani episodi” e pericolose commistioni che impongono a TUTTI maggiore attenzione. Il sindacato non si è mai tirato indietro e mai lo farà nel denunciare fatti e persone, semmai l’azienda dovrebbe allargare il raggio delle verifiche estendendolo anche ai settori interni che si occupano di organizzare il lavoro, perché quando si inceppano favoriscono il proliferare di circostanze che vedono il nostro personale girare a vuoto con poco o niente lavoro ed il subappalto assumere anche “ad horas” per smaltire le lavorazioni.

Emblematico il dato che vede, a parità di percentuale di guasti lavorati, un aumento solo del 4% delle internalizzazioni degli impianti fra il 2017 e il 2018, se teniamo conto del fatto che la produttività è aumentata del 30% passando dal 3,9 al 5,1, condizione questa pretesa dal Chief Infrastractures Officier S. Siragusa al suo insediamento e vantata come risultato ottenuto dall’azienda nel nostro territorio, è evidente che siamo difronte ad un gioco di pesi e non di volumi. Questo, come tanti altri aspetti importanti andranno chiariti, come ad esempio il costo industriale dell’appalto o le altre innumerevoli tipologie di lavorazioni, oltre l’Assurance e Delivery di rete, che Tim dà in appalto nel nostro territorio, quali: la progettazione (Creation di rete); lo sviluppo e realizzazione della Rete Dati, del Radiomobile, della Rete Trasmissiva; l’esercizio e manutenzione dei Sistemi di Alimentazione e Condizionamento; le attività di delivery delle strutture di governo assegnate ad Abramo; le attività di front end e back office di ASA e Caring; le attività di Core & Transport di cui abbiamo segnalato anche l’eclatante dato numerico della progettazione sul decommisioning , etc., etc.

Se, com’è sembrato dalle dichiarazioni dell’azienda, è iniziato un percorso serio avremo senz’altro la possibilità di sviscerare tutti gli aspetti che, a parere del sindacato, non hanno il mero scopo notarile previsto dal CCNL, ma hanno l’ambizione molto più alta di conoscere gli appalti per favorire le internalizzazioni, soprattutto quelle ad alto valore tecnico. La Sicilia ha tutte le risorse, tutte le professionalità e tutte le competenze per seguire end to end tutti i processi aziendali. Abbiamo naturalmente e per fortuna bisogno di un indotto regolare che lavorando alla pari di Tim ci aiuti a soddisfare le richieste della nostra clientela.

Non abbiamo bisogno di un indotto opaco dove si nascondono interessi sporchi, strane complicità e a volte purtroppo anche il malaffare. Questa è una buona occasione, l’azienda non la sciupi!

Palermo 30/11/2018

Le RSU e Segreterie Regionali SLC/CGIL UILCOM/UIL FISTEL/CISL

art 53

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