Sindacato Lavoratori Comunicazione Palermo

RAI E RAIWAY comunicato stampa

RAI E RAIWAY comunicato stampa

Nov 7, 2014

RAI E RAIWAY
CONFERENZA STAMPA DI FEDERCONSUMATORI, ADUSBEF e SLC CGIL
RICORSO AL TAR CONTRO PRELIEVO DI 150 ML €
RLIEVI DI ILLEGITTIMITA’ DELLA VENDITA DI RAI WAY
Lunedì 10 novembre 2014, ore 15.00
Roma, Cgil nazionale, Sala Weil, Corso Italia 25

Intervengono:
Prof. Antonio Saitta, giurista e ordinario di Diritto Costituzionale

Prof. Angelo Danilo De Santis, professore di Diritto Processuale Civile

Prof.ssa Carmen La Macchia, professore di Diritto del Lavoro, coordinatore delle iniziative legali contro la RAI

Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori

Elio Lannutti presidente ADUSBEF

Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil

Lunedì 10 novembre alle ore 15.00 presso la sede della Cgil, in corso Italia 25, si terrà una conferenza stampa nel corso della quale sarà illustrato il ricorso al Tar contro il prelievo di 150 milioni di euro dal canone Rai (così come previsto dal decreto Legge 66/2014 convertito nella L.89/2014) presentato da Federconsumatori, Adusbef, Slc Cgil e Uilcom Uil.

Inoltre saranno presentati gli elementi di illegittimità relativi alla collocazione in Borsa di quote di Rai Way così come prevista dal decreto della Presidenza del Consiglio del 2 settembre scorso e della conseguente delibera del C.d.A. RAI del 4 Settembre.

Slc Cgil, congiuntamente con Snater e Libersind-ConfSal, ha avviato le procedure di sciopero per contrastare i provvedimenti governativi che riducono la capacità produttiva della Rai, cui si aggiunge l’ulteriore prelievo dal canone del 5% dal 2015 (consistente in 80/90 milioni di euro), e che mettono in discussione la sua tenuta futura. Infatti, nonostante le molte promesse del Governo, manca ancora oggi una norma che definisca l’assegnazione alla Rai della Concessione di Servizio Pubblico, che riformi la Governance, che individui le nuove norme sul canone, che regoli l’intero settore (figlio del conflitto d’interessi), che provveda al riordino delle frequenze anche con i paesi confinanti, tema su cui l’Italia rischia l’ennesima infrazione delle norme europee.

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