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Poste: Part-Time da troppo tempo aspettano trasformazione a tempo pieno

Poste: Part-Time da troppo tempo aspettano trasformazione a tempo pieno

Feb 19, 2016

Poste Italiane è la più grande azienda di servizi in Italia con oltre 140mila dipendenti compresi una decina di migliaia di lavoratori Part Time (P.T) che da troppo tempo o meglio da tanti anni aspettano la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno.

Le regioni del Sud Italia sono quelle dove è più consistente il numero dei P.T. Un esempio la Sicilia. Negli ultimi anni, tra il fisiologico turnover e gli esodi incentivati hanno lasciato il lavoro alcune migliaia di lavoratori che non sono mai stati rimpiazzati. Il risultato è che ci ritroviamo con uffici postali e strutture di recapito con organici sottonumerari. Ci sarebbero state le condizioni per stabilizzare in questa prima fase centinaia di lavoratori P.T ma il ricorso alle assunzioni a tempo pieno di figure professionali attraverso le Agenzie Interinali ha vanificato le speranze di questi lavoratori che sono costretti a vivere con un salario sotto il minimo della soglia di sopravvivenza, in un contesto sociale in cui il mercato del lavoro non offre alternative, nè possibilità di integrare il proprio salario. Abbiamo sperato che il nuovo corso  di Poste Italiane potesse dare una svolta e ridare speranza ai lavoratori che attendono la trasformazione del rapporto di lavoro ma, invece è stata l’ennesima cocente delusione in quanto in Sicilia le trasformazioni sono state 70 nel 2015 e 17 all’inizio del 2016, ben poca cosa se paragonate ai circa 1200 P.T. siciliani. Con questo ritmo ci vorranno almeno 10 anni per vedere l’ultimo lavoratore trasformare il suo rapporto di lavoro a tempo pieno. Un discorso a parte va fatto per i lavoratori P.T che lavorano nei Contact  Center, nei TSC e in tutti quegli uffici i cui lavoratori pur essendo inseriti nelle graduatorie, non vengono attribuiti ulteriori punteggi attraverso  l’impiego in clausola elastica.

I livelli di istruzione e le professionalità possedute da questi lavoratori P.T potrebbero essere di grande beneficio al cambiamento che l’Azienda sta attuando e continuerà ad attuare nei prossimi anni. Ricordiamoci che un lavoratore non è solo un numero di matricola ma dietro quel numero ci sta un essere umano con la sua dignità e noi di SLC/CGIL siamo consapevoli che  dovremo sempre più impegnarci per tutelare queste persone per troppo tempo rimaste inascoltate.

Sarà una priorità di SLC per i prossimi mesi.

Il Segretario Provinciale SLC/CGIL

Monica Mezzatesta

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