Sindacato Lavoratori Comunicazione Palermo

Comunicato emittenti locali

Comunicato emittenti locali

Mar 20, 2019

COMUNICATO EMITTENZA LOCALE

Contributi alle Emittenti Locali Consideriamo una misura sproporzionata e dannosa la sospensione dell’erogazione del secondo acconto dei contributi pubblici alle emittenti radiotelevisive locali del 2016 disposta lo scorso 25 febbraio. E’ infatti dannosa perché i contributi pubblici che incidono mediamente per circa ¼ dei ricavi totali iscritti a bilancio dalle emittenti locali (79 milioni su 324 nel 2016 secondo i dati dell’Osservatorio di settore) sono fermi alla erogazione del primo acconto del 2016 e ciò si sta riflettendo in modo sempre più negativo sull’andamento occupazionale e sulle condizioni economiche dei lavoratori del settore. Tal misura inoltre è da considerarsi sproporzionata, anche perché con l’erogazione da parte del MiSE del secondo acconto (40% pari a oltre 30 milioni di Euro), resterebbe comunque un ulteriore residuo delle risorse stanziate (circa 8 milioni di Euro), che, al momento, non verrebbero elargite e che invece sarebbero più che sufficienti per soddisfare le legittime istanze delle imprese qualora fosse accolto il ricorso alla graduatoria ministeriale. Ciò premesso e considerato, abbiamo assunto la determinazione di intervenire anche legalmente per sbloccare l’erogazione del nuovo acconto lasciando impregiudicati i presupposti dei ricorsi sui quali dovrà pronunciarsi il giudice. Il nuovo regolamento per le graduatorie, approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 agosto 2017, doveva essere più snello e garantire stanziamenti più rapidi, ma la realtà dei fatti sta dimostrando che il cambio di passo per ora non c’è stato e i contributi dovuti anche per il 2017 e il 2018 restano ancora fermi al palo. Il nostro è un atto dovuto, necessario, ma non sufficiente. Il Governo dovrebbe intervenire nel pieno delle sue prerogative per riaffermare il principio della semplificazione e della velocizzazione procedurale che doveva ispirare il Regolamento. Il MiSE dovrebbe monitorare l’andamento occupazionale dell’intero settore nella transizione dalla vecchia alla nuova normativa, e dovrebbe anche vigilare sulla regolarità delle retribuzioni e sul rispetto dei CCNL stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentative, da parte delle imprese destinatarie dei contributi pubblici. Se si vuol procedere in questa direzione come sempre il sindacato confederale sarà un soggetto attivo e propositivo, non certo un ingombro, nelle politiche di sviluppo.

Roma, 19 Marzo 2019

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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