Sindacato Lavoratori Comunicazione Palermo

Call Center al countdown

Call Center al countdown

Lug 11, 2019

E’ pervenuta alle Segreterie Nazionali la convocazione attesa al Ministero dello Sviluppo Economico per il settore Call Center.  La riunione che avrà luogo il 18 Luglio alle ore 11,00 presso la sala del Parlamentino del MISE avrà come tema “Futuro e prospettive del mercato del lavoro dei call center” e vedrà, come richiesto dalle Organizzazioni Sindacali nell’ultimo incontro al Ministero del Lavoro, il coinvolgimento del Ministro Luigi di Maio.

C’è attesa per questo incontro al Ministero nella sede di Almaviva Palermo dove i problemi sono lontani da essere risolti e dove il rischio che l’azienda apra le procedure di licenziamento già da Settembre è molto concreto.

La testimonianza di una lavoratrice al blog il Futuroé:

Call center al countdown

“Non siamo cartellini da timbrare, ma abbiamo vite, storie personali, famiglie che non possono essere cancellate con un colpo di spugna.” Irene Gaeta è una lavoratrice part-time in Almaviva Palermo. E’ tra i 3200 dipendenti che rischiano di essere licenziati già a settembre per il taglio delle commesse. Al tavolo ministeriale sui call center manca una settimana.

Ho quarant’anni, un marito e una figlia, ho iniziato quando di anni ne avevo venticinque e questo lavoro serviva a rendermi economicamente indipendente. Ora è il lavoro della vita, non un lavoretto ma un vero e proprio sostegno economico per portare avanti i miei impegni familiari.

Quello che i miei colleghi e io vorremmo far capire al governo e alle istituzioni e – perché no? – anche all’opinione pubblica è che noi non siamo cartellini da timbrare ma abbiamo vite, storie personali, famiglie, esigenze che sono cresciute e cambiate in questi 15 anni anche grazie al lavoro in Almaviva. Non è accettabile che, con un colpo di spugna, si possano cancellare i nostri obiettivi e le nostre identità.

Forse quello che manca adesso ed è mancato nel corso degli anni è la consapevolezza e un continuo monitoraggio da parte delle istituzioni. Tra crisi aziendali continue questa assenza ha probabilmente contribuito a rendere un colosso dei call center come Almaviva vulnerabile al cambiamento sociale e al mercato e a portare al declino economico l’intero settore.

La mia speranza è che finalmente se ne possa prendere atto e, allo stesso tempo, si possa prendere piena coscienza anche delle nostre potenzialità. Già da anni, in questa Sicilia dove il lavoro manca e da dove i giovani fuggono, le condizioni per noi sono difficili e non esistono grandi alternative. Spero che si possa restituire un futuro migliore non solo a chi come me è cresciuta con questo impiego ma anche ai giovani che si accingono a lavorare in questo settore.

La voglia e l’importanza di esserci perché anche noi possiamo e dobbiamo far sentire “la nostra voce”.

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